Spiazzi andò a Roma per incontrare un «informatore» neofascista appartenente a Terza Posizione, Francesco Mangiameli detto «Ciccio». Sempre secondo il suo personale parere, grazie a queste pressioni di persone che poi avrebbero avuto importanti ruoli governativi e amministrativi negli anni novanta e duemila furono concessi i benefici di legge, nonostante i numerosi ergastoli comminati. Angelo Izzo e Raffaella Furiozzi riferirono di confidenze, accusando Fioravanti, Mambro, Ciavardini ma anche Nanni De Angelis e Massimiliano Taddeini: gli ultimi due avevano un alibi solido, visto che proprio quel giorno si trovavano a Terni per disputare la prima finale nazionale di football americano, ripresi dalle telecamere Rai e alla presenza di circa 2.000 spettatori presenti sugli spalti. Durante il mandato di Giorgio Guazzaloca, sindaco di Bologna dal 1999 al 2004, l'esponente locale di Alleanza Nazionale Massimiliano Mazzanti propose al sindaco di non citare più la «matrice fascista» della strage nella commemorazione ufficiale del 2 agosto, anche se confermata con le condanne del 1995[131]. Un dossier fasullo, prodotto dal generale Pietro Musumeci[19] vicecapo del SISMI, riportava gli intenti stragisti dei due terroristi internazionali in relazione con altri esponenti dell'eversione neofascista, tutti legati allo spontaneismo armato, senza legami politici, quindi autori e allo stesso tempo mandanti della strage. In base ai rapporti della DIGOS, e anche in base alle testimonianze e dichiarazioni dei detenuti, finirono sotto inchiesta: Roberto Fiore e Massimo Morsello, Gabriele Adinolfi, Sergio Calore[32], Francesca Mambro[32], Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini[32], Roberto Rinani, Valerio Fioravanti[32], Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessandro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, Pierluigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, Gianluigi Napoli, Fabio De Felice e Maurizio Neri. Conferma della condanna per banda armata: Gilberto Cavallini, Valerio Fioravanti, Egidio Giuliani e Francesca Mambro. Ansaldi riferì di aver saputo da Mara «Jeanne» Cogolli (la redattrice della rivista clandestina Quex) di un incontro, avvenuto pochi giorni prima della strage, tra la Cogolli stessa e Fachini. Aggiunse poi di essere stato contattato da Roma nei mesi precedenti, per aprire una sezione dei Nuclei Armati Rivoluzionari a Bologna. Alle 10:25 del 2 agosto 1980 una bomba fece esplodere la stazione di Bologna. Nuova pista per i mandanti, Paolo Bolognesi: "Con la declassificazione degli atti sulle stragi potremmo conoscere i nomi dei mandanti...", La strage di Bologna, Carlos e lo Stato ipocrita, Pellegrino: strage di Bologna, il movente non è credibile, Riina ordinò la strage di Natale dell'84? Prima della strage i NAR organizzarono molte azioni punitive, come l'uccisione di Mario Amato, il sostituto procuratore che aveva fatto arrestare Pierluigi Concutelli di Ordine Nuovo per l'omicidio del giudice Vittorio Occorsio e che stava scoprendo le connessioni dei neofascisti con la malavita romana organizzata, e Bologna sarebbe quindi legata all'Italicus, che doveva passare proprio per questa stazione[118]. Gigi Ballista, attore italiano (n. 1918) Donald Ogden Stewart, scrittore e sceneggiatore statunitense (n. 1894) 1981. Mokbel ebbe numerosi contatti telefonici, anche successivi alla loro scarcerazione, con i due ex terroristi[114]. L'Unità, nell'edizione del giorno dopo alla strage, basandosi su una presunta rivendicazione da parte dei NAR, sostenne l'idea della matrice neofascista dell'attentato[30]. In secondo luogo perché il Sismi poteva contare sull'appoggio di importanti magistrati alla Procura della repubblica. [...] La strage di Bologna, spostando l'attenzione pubblica sullo “stragismo fascista”, ha consentito di guadagnare tempo, di far lavorare in relativa tranquillità i depistatori militari ed i giudici romani chiamati a paralizzare le indagini sull'abbattimento del Dc-9 ad Ustica, ha avvalorato infine la tesi della bomba che, non a caso, è quella che ha retto per più tempo in contrapposizione a quella del missile.». 6. Imputati di strage: Massimiliano Fachini, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Sergio Picciafuoco. Per ricordare la strage, nella ricostruzione dell'ala della stazione distrutta è stato creato uno squarcio nella muratura. Mentre questo movente non ha alcun senso nel 1980: quando siamo nell'Italia del Preambolo, del riflusso e del post-fordismo. È stato mantenuto intatto uno degli orologi nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, quello che si fermò alle 10:25; nell'agosto 2001 l'orologio venne rimesso in funzione[23][24], ma di fronte a decise rimostranze le Ferrovie convennero sull'opportunità che quelle lancette rimanessero ferme a perenne ricordo. Non va sottaciuto infine che sia Gelli che Delle Chiaie sono stati infine avvantaggiati da quel complesso di attività di sviamento delle indagini che ha percorso la prima istruttoria e che è ricaduto anche su decisioni giurisdizionali successive. Il 15 marzo 1991 Francesco Cossiga, al tempo della sua presidenza della Repubblica, affermò di essersi sbagliato a definire «fascista» la strage alla stazione di Bologna e di essere stato male informato dai servizi segreti. Follow ll 2 agosto 1980, alle 10.25, esplose una bomba nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.L’esplosione investì il treno in sosta al binario uno, il tunnel sotto i binari e fece crollare l’ala sud-ovest della stazione, causando 85 morti e più di 200 feriti. Condannati per banda armata: Gilberto Cavallini, Valerio Fioravanti, Egidio Giuliani, Francesca Mambro e Sergio Picciafuoco. Infatti, due giorni prima della strage era stato rinviato a giudizio Mario Tuti, con altri militanti di Ordine nero, per la strage dell'Italicus, uno degli atti intimidatori e destabilizzanti seguiti a piazza Fontana e piazza della Loggia. • Un anno dopo la strage, il 31 luglio 1981, Carmelo Bene eseguì una lectura Dantis di vari canti della Divina Commedia e di due sonetti di Dante Alighieri dall'alto della Torre degli Asinelli, nella piazza della città emiliana: dedicò la serata non ai morti, bensì ai feriti della strage . [senza fonte][80]. Sgomenta che forze dell'apparato statale, sia pure deviate, abbiano potuto così agire, non solo in violazione della legge, ma con disprezzo della memoria di tante vittime innocenti, del dolore delle loro famiglie e con il tradimento delle aspettative di tutti i cittadini, a che giustizia si facesse.»[32]. 2 Agosto 1980 – La strage di Bologna. Ma l’ex Nar non andrebbe più in carcere, Strage di Bologna, ergastolo a Gilberto Cavallini, Strage Bologna, il pizzino di Maggi: «Date i detonatori agli amici di Cavallini», Strage Bologna 2 agosto 1980, il legame con il covo Moro, Strage di Bologna, ergastolo per l’ex Nar Cavallini. Bologna, 9 marzo 1987: inizio del processo di primo grado. Ciò fu particolarmente grave perché, essendo esclusa nelle prime ore l'ipotesi di un attentato, gli esecutori poterono dileguarsi indisturbati. L'ipotesi scaturita da quelle indicazioni era quella di un complotto internazionale che coinvolgeva terroristi stranieri e neofascisti italiani latitanti all'estero con collegamenti in Italia[32]. La valigia era stata messa sul treno da un sottufficiale dei carabinieri e conteneva oggetti personali di due estremisti di destra, un francese e un tedesco, chiamati Raphael Legrand e Martin Dimitris[19]. Il 30 gennaio 2003 la Cassazione confermò le due assoluzioni. Nel 2015 il giudice per le indagini preliminari Bruno Giangiacomo, su richiesta del PM, ha archiviato la pratica, prosciogliendoli con sentenza di non luogo a procedere[127]. L'11 dicembre 1985 i giudici istruttori Vito Zincani e Sergio Guastaldo, accogliendo le richieste dei magistrati Libero Mancuso e Attilio Dardani, emisero venti mandati di cattura[53] e il 14 giugno 1986 furono rinviate a giudizio altrettante persone[54]. I NAR avrebbero collaborato non per motivi ideologici (come avevano fatto le precedenti organizzazioni armate di estrema destra), ma perché ricompensati con una contropartita, in collusione con la criminalità organizzata e le strutture segrete deviate, della quale avrebbero agito come semplice sicari e ultimo anello della catena[48]. A metà luglio del 1980 il colonnello Amos Spiazzi, già coinvolto nel golpe Borghese e nella Rosa dei venti, poi incarcerato, fu incaricato dal SISDE per indagare sulla riorganizzazione dei gruppi eversivi di estrema destra. Il colonnello Spiazzi rilasciò il 31 luglio 1980, come dimostrato dal timbro di protocollo, un rapporto dettagliato alla direzione del SISDE su quanto riferitogli da Mangiameli e ne parlò poi, in un'intervista pubblicata dopo il 2 agosto, anche con il settimanale L'Espresso, non rivelando il nome dell'informatore, ma solo il soprannome «Ciccio»[108]. Dopo la dichiarazione del 1980, poi ritrattata da Cossiga, venne abbandonata la pista libica, sostenuta fin dall'inizio da Giovanni Spadolini[40], per puntare solo su quella neofascista[41]. Anche un amico di Sparti, Fausto De Vecchi, arrestato con lui, affermerà la versione del testimone, ma poi smentirà e cadrà in contraddizione. I giudici accoglieranno nei fatti il «teorema Amato», pur arrivando a condannare solo esecutori e depistatori, dal nome del giudice assassinato. C'è chi ipotizza anche che la bomba fu un'azione diversiva per sviare l'attenzione da alcuni scandali del periodo: il crack finanziario del Banco Ambrosiano, la bancarotta e la caduta del faccendiere Michele Sindona[1] (colluso con la mafia e la P2, e, secondo Luigi Cipriani, deputato di Democrazia Proletaria, anche finanziatore della strategia della tensione fino al 1974)[120], l'affacciarsi degli attacchi di Cosa nostra contro lo Stato[121] e le indagini che avrebbero condotto agli elenchi dei piduisti, ritrovati a Castiglion Fibocchi: tutti casi in cui venne coinvolta la loggia diretta da Gelli, il cui scopo era l'instaurazione di una Repubblica presidenziale bipartitica, con tratti di autoritarismo e controllo dei mass media, mascherata da intenti «liberali» e «anticomunisti»[122]. Ritengo che la matrice dell'attentato è senza dubbio di destra e rientra nella faida interna dei vari movimenti di estrema destra. Il contenuto del documento fu visto dai magistrati come un incoraggiamento al terrorismo stragista[96]: «L'Italia è per noi il campo di battaglia d'elezione per la lotta contro l'internazionale pluto-marxista [...]. Il depistaggio di Gelli invece non avrebbe dovuto coinvolgere Delle Chiaie in prima persona o deviare dalla pista neofascista, ma fabbricare due colpevoli stranieri, personaggi minori legati al vecchio del gruppo di Avanguardia Nazionale. Perché proprio Bologna è presto detto. Dalla guerra di strada allo spontaneismo armato, Bomba o non bomba. L'uomo si è dichiarato innocente e ha dichiarato anche a nome dei suoi compagni di gruppo di non avere nulla di cui chiedere perdono[70]. Strage di Bologna: Ciavardini: 'Incastrato da Izzo'. Dato il grande numero di feriti, non essendo i mezzi sufficienti al loro trasporto verso gli ospedali cittadini, i vigili impiegarono anche autobus, in particolare quello della linea 37, auto private e taxi. Le testimonianze saranno considerate però attendibili[87][88]. Gilberto Cavallini, sulle cui spalle pesavano già otto ergastoli e che, al momento della sentenza si trovava in regime di semilibertà nel carcere di Terni[68], è stato ritenuto colpevole di concorso in strage con sentenza del 9 gennaio 2020 e per questo condannato all'ergastolo[69]. Tutto ciò considerato, allo stato degli atti, conviene disporre il proscioglimento di Stefano Delle Chiaie e dell'intera dirigenza di Avanguardia Nazionale dai delitti loro rispettivamente ascritti concernenti la strage di Bologna del 2 agosto 1980 per non aver commesso i fatti». Lettere ad Angela e Maria Fresu, Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Testo integrale della sentenza di cassazione del 23 novembre 1995, Relazione sul gruppo Separat e il contesto dell'attentato del 2 agosto 1980, Sito ufficiale della Stazione Centrale di Bologna, blog de "iltrentasette, memorie di una città ferita", Concorso 2 agosto (in memoria della strage), Intervista con Paolo Bolognesi (Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna), Le stragi dell'estate 1980: Bologna e Ustica, I film di Filippo Porcelli sul 2 agosto 1980, collegamenti con la criminalità organizzata e i servizi segreti deviati, Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia massonica P2, Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Presunti rapporti tra servizi segreti italiani e criminalitÃ, Ipotesi alternative sulla Strage di Bologna, Concorso internazionale di composizione "2 Agosto", Patrimoines pour une Culture de la Paix Onu-Unesco, Bologna 2 agosto... i giorni della collera, presunto attacco contro Gheddafi a Ustica, Attentato della stazione Saint-Charles di Marsiglia, "REBUS Speciale: Bologna, la strage dai due volti? 2 agosto 1980, 40 anni fa la strage di Bologna - La strage fu il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo Dopoguerra, al culmine della strategia della tensione. L’esplosione coinvolge anche il binario numero 1, dove c’è un treno in sosta. Quest'ultimo le avrebbe consigliato di lasciare Bologna perché stava per succedere qualcosa di grosso. Furono 85 le vittime della strage del 2 agosto 1980 Bologna, 2 agosto 2018 – Di quanto accadde 38 anni fa si è detto molto, nonostante tanto sia ancora da accertare.

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